
Sabato 31 gennaio, alle ore 21 presso la Villa Rusconi di Rescalda, avrà luogo il secondo appuntamento organizzato dalla Biblioteca in occasione della Giornata della memoria:
“Caramelle. La testa mozzata che ricuce il corpo”
Monologo scritto e interpretato da Chiara Landonio.
Regia in collaborazione con Giovanna Fossati, Francesco Lemma e Valentina Curandi.
Citazioni tratte da: I sommersi e i salvati di Primo Levi, Le origini del totalitarismo di H. Arendt.
La figura dell’assassino è liberamente ispirata da un racconto di Ingeborg Bachmann.
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Perché prendersi la briga di muoversi e andare a vedere questo spettacolo? Perché
è l’opera prima di una donna, come scrittrice e come interprete, che non ha mai
frequentato il teatro. E il bello è che il risultato che si mostra non è né uno
spettacolo ‘fatto in casa’, né una rappresentazione teatrale. E’ un indefinibile
antiteatro e lei una non attrice.
Vale la pena accostarsi a Caramelle con occhi puri, lasciandosi invadere dal delirio di una donna comune, la sua visione del mondo e della storia. Ancor più esaltante è l’immagine di ciò che avviene davanti a noi. Lasciarsi alle spalle il tentativo di seguire il non significato del tutto. Lasciarsi guidare esclusivamente dal corpo e dai toni di voce. Abbiamo davanti a noi esattamente ciò che vediamo. Capperi!
“La scrittura di Caramelle è nata come un’esigenza individuale: l’incapacità di cogliere l’essenza profonda del nazismo, un fenomeno che ha avuto il terribile potere di denudare l’uomo e di mostrarlo senza alcun filtro. Per questo riflettere su quel periodo mette in realtà in gioco l’oggi e ciò che siamo noi.
Il testo di Caramelle è il frutto del lavoro di una testa mozzata, che tenta un ragionamento maschile e filosofico, ma finisce per accartocciarsi su se stesso. Non ve lo consiglio. A volte però ciò che sembra una fine è solo il preambolo: Caramelle è un corpo di donna che riprende il sopravvento sulla parola scritta.



