Biblioteche ibride e multiuso

Ogni tanto la stampa si accorge anche di noi (la TV mai). La Repubblica di oggi ci dedica una pagina dell’attualità (la 25), elogiando la funzione sociale delle biblioteche di pubblica lettura in Italia (poco più di 6000, tra cui anche la nostra). Non solo libri e promozione della lettura, ma: progetti per ipovedenti e dislessici, Nati per leggere, poesiaterapia; gruppi di lettura, reali e virtuali; e-book e alfabetizzazione informatica; corsi di italiano per immigrati e di arabo per italiani; corsi e consulenze di ogni genere; progetti per adolescenti, teatro, musica…

Tutto, insomma, fuorché la vecchia immagine della biblioteca come luogo triste, noioso e polveroso evocata nella breve intervista a Paolo Villaggio, sempre nella stessa pagina. Peccato che i numeri siano ancora molto al di sotto di quel che ci si aspetterebbe da un paese “sviluppato” e avanzato come il nostro: la frequentazione raggiunge il 16% nel Nord-Est, il 13,5 nel Nord-Ovest, ma scende inesorabilmente al 7,7 nel Sud. La strada per far diventare le nostre biblioteche dei punti di riferimento imprescindibili per la comunità è aperta, ma ancora lunga e difficile.

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