Romanzi da gustare e gialli all’italiana

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Com’è ormai tradizione, anche quest’anno la biblioteca propone ai suoi utenti una rassegna bibliografica estiva. Abbiamo pensato di raddoppiare, proponendovi due percorsi che speriamo possano interessarvi ed appassionarvi: il cibo e una selezione di giallisti italiani degli ultimi 3-4 anni.

Dal Satyricon di Petronio a Chocolat della Harris, il cibo è sempre stato presente nella letteratura, svolgendo talvolta un ruolo chiave della narrazione. Del resto alimentarsi non è solo una funzione biologica fondamentale: in tutte le culture il cibo assume un alto valore simbolico e spirituale, non solo materiale. Così come la cucina, il sedersi a tavola, bere e mangiare sono imprescindibili riti sociali.
Negli ultimi anni molti autori (e soprattutto autrici) si sono cimentati in quello che ormai può essere considerato quasi un genere: storie “culinarie” che si intrecciano con il rosa e la commedia, non disdegnando talvolta il giallo (del resto alcuni celebri investigatori avevano una fissa per il cibo, basti pensare a Maigret o a Nero Wolfe), ma, fenomeno ancor più interessante, la letteratura post-coloniale si è spesso arricchita di profumi e cibi esotici, zenzero e cannella, aromi nuovi e inusitati per i palati occidentali. Insomma, il cibo diventa un pre-testo per presentarci nuovi mondi e culture sconosciute, confermandosi un veicolo universale di comunicazione, un vero e proprio linguaggio dei sensi. A tal proposito non si può nemmeno dimenticare la carica erotica che il cibo riveste in molti romanzi.

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Accanto a questa gustosa minirassegna, abbiamo voluto poi selezionare una cinquantina di titoli e autori italiani che si sono cimentati con il genere giallo: nell’ultimo decennio vi è stato nel nostro paese un proliferare di commissari, poliziotti e investigatori di ogni tipo, quasi in ogni città e regione. Anche in questo caso, il genere noir o il thriller sono spesso stati un pretesto per raccontare l’Italia di questi anni, i quartieri problematici delle sue città o la sonnacchiosa (ma inquietante) provincia: la letteratura, insomma, al di là della varietà (e della qualità) delle scritture, conferma il proprio imprescindibile ruolo conoscitivo.

Ma, tralasciando ulteriori considerazioni dal sapore colto o intellettuale, quel che vogliamo augurarvi con questa doppia rassegna è soprattutto il buon ozio all’insegna del piacere della lettura.

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